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Dopo la revisione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, delle Regioni e dell’Arera, il testo del Decreto FER sugli incentivi alla produzione di energia dalle fonti rinnovabili è stato inviato alla Commissione Europea per l’approvazione formale.
Le novità apportate premiano soprattutto l’autoconsumo e PPA.

Le novità del Decreto FER 1

In base al testo, gli impianti fotovoltaici realizzati al posto delle coperture in amianto o eternit avranno diritto, in aggiunta agli incentivi sull’energia elettrica, a un premio pari a 12 €/MWh su tutta l’energia prodotta, sia quella immessa nella rete che quella destinata all’autoconsumo.
L’obiettivo è quello di consentire agli interessati di coprire i costi necessari alla sostituzione delle coperture.

Inoltre, per gli impianti di potenza fino a 100 kW installati sugli edifici, sulla quota di produzione netta consumata in sito è attribuito un premio pari a 10 €/MWh, cumulabile con quello della rimozione eternit.

Altra novità riguarda i PPA. Una volta in vigore il Decreto FER, sarà necessario creare una piattaforma per la negoziazione e il trading di energia a lungo termine.
Le ultime modifiche chiedono al GSE di rendere disponibile sul proprio sito le caratteristiche dei progetti promuovendo l’incontro con i soggetti interessati a contratti di questo tipo.

Rispetto alle bozze iniziali passa da dodici a quindici mesi il limite di tempo che può intercorrere tra la comunicazione di aggiudicazione dell’incentivo e l’entrata in esercizio dell’impianto, senza che il bonus subisca una decurtazione.

Le tempistiche

Sarà data priorità agli impianti eolici o fotovoltaici realizzati su discariche chiuse e Sin, agli impianti fotovoltaici che sostituiranno le coperture di amianto su scuole, ospedali e altri edifici pubblici, e agli impianti idroelettrici che rispettano le caratteristiche costruttive del DM 23 del giugno 2016, oltre che agli impianti alimentati dai gas residuati dai processi di depurazione o che prevedono la copertura delle vasche del digestato.

Sarà prevista anche una priorità per tutti gli impianti connessi in parallelo con la rete elettrica e con le colonnine di ricarica delle auto elettriche, a condizione che la potenza di ricarica non sia inferiore al 15% della potenza dell’impianto e che ciascuna colonnina abbia una potenza di almeno 15 kW.

Modalità di accesso agli incentivi

Come si potrà accedere agli incentivi?
La prima finestra per presentare la domanda si sarebbe dovuta aprire il 31 gennaio 2019, ma al momento l’apertura del bando, che durerà solo 30 giorni, è slittata.
Il GSE pubblicherà la graduatoria dei vincitori di ogni bando dopo 90 giorni. I bandi successivi, che da sette sono passati a otto, verranno pubblicati a maggio e settembre 2019, gennaio, maggio e settembre 2020, per chiudere a gennaio e a maggio 2021.

Ricordiamo che gli impianti di potenza inferiore a 1 MW accedono agli incentivi tramite registro, mentre le installazioni di potenza superiore a 1 MW tramite procedura d’asta al ribasso.

Sono rimasti invariati i requisiti degli impianti che potranno usufruire di tali sussidi e quindi impianti di nuova costruzione di potenza superiore ai 20 kW, purché non si collochino su terreno agricolo, così come resta invariata anche la suddivisione dei bandi in tre gruppi.

Sono invece più alti i contingenti per l’iscrizione a registro e procedure d’asta, anche perché è stato aggiunto un bando in più rispetto ai sette previsti inizialmente.

A non essere cambiata è anche la posizione del Governo su geotermia e mini-idroelettico, nonostante le proteste di Regioni e alcune associazioni. Non sono infatti previste agevolazioni per l’energia geotermica, rimandate a un successivo decreto, mentre è stato fortemente penalizzato il mini idroelettrico.

 

 

 

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