Dopo la revisione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, delle Regioni e dell’Arera, il testo del Decreto FER sugli incentivi alla produzione di energia dalle fonti rinnovabili era stato inviato alla Commissione Europea per l’approvazione formale. Ma Bruxelles ha chiesto ulteriori chiarimenti e l’approvazione del decreto slitta.

Decreto FER 1

Ci si aspettava l’approvazione e l’entrata in vigore del Decreto FER per i primi di marzo, ma i tempi si allungano e occorrerà aspettare un paio di mesi. La Commissione europea di Bruxelles ha richiesto infatti dei chiarimenti relativi alla bozza del testo inviata a fine gennaio. Il Decreto FER contiene importanti incentivi per la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili in Italia, aumenta contingenti per registri e aste  e valorizza maggiormente l’autoconsumo e PPA sul fronte del fotovoltaico.

Il decreto, secondo alcune stime e secondo quanto detto dallo stesso sottosegretario, potrebbe attivare fino a 270 milioni di euro l’anno di investimenti (per 20 anni) e rappresentare un primo passo verso il raggiungimento degli obiettivi per le rinnovabili al 2030.

La notizia si è appresa in forma ufficiosa dal profilo Facebook del sottosegretario allo Sviluppo Economico, Davide Crippa, in cui si legge:

“In relazione all’appello di Elettricità Futura, Anev e Coordinamento Free dello scorso 1 marzo riferito al DM FER segnalo che le domande arrivate negli ultimi giorni da parte della Commissione Europea portano di fatto allo slittamento di almeno altri 60 giorni, il tempo massimo per la prossima interlocuzione europea. Rilevo inoltre che Elettricità Futura da un lato invita allo sblocco del Fer 1 che attiverebbe diversi milioni di investimenti (fino a 270 milioni di euro all’anno per 20 anni); dall’altro, riportando la polemica sull’idroelettrico a livello europeo, rallenta la chiusura della procedura di notifica”.

 

Spiragli per la Geotermia

Inoltre proprio di pochi giorni fa la notizia che dopo mesi in cui i sindaci dei Comuni geotermici toscani cercavano di aprire un confronto con il ministero dello Sviluppo economico (Mise) in tema di incentivi per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, dopo che la bozza del Decreto FER1  ha escluso per la prima volta dal computo la geotermia, è apparso uno spiraglio con la messa in agenda di un appuntamento (con la presenza da subito annunciata della Regione Toscana) previsto per il 27 marzo.

A comunicarlo è Anci Toscana che, d’intesa con l’Associazione dei comuni a livello nazionale, informa come «la convocazione del Mise relativa al Tavolo di confronto sugli incentivi per la geotermia» sia fissata per mercoledì 27 marzo alle 15, presso la sede del Mise.

Il Sottosegretario con delega all’Energia, Davide Crippa, ha infatti affermato nei giorni scorsi che «è di prossima emanazione il decreto sulle rinnovabili FER 2 che introdurrà una disciplina più organica sulla geotermia, attraverso un meccanismo incentivante che garantirà un miglioramento dal punto di vista ambientale ed energetico». Secondo il sottosegretario «l’obiettivo è quello di andare incontro alle preoccupazioni provenienti dai sindaci e dai comitati di cittadini presenti su tutto il territorio nazionale, promuovendo la qualificazione tecnologica sotto il profilo dell’abbattimento delle emissioni degli impianti».

 

 

 

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